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Tiroidite di Hashimoto, cosa è e come si cura



Ancora oggi, qualcuno, si chiede  cosa cura l’endocrinologo. Ebbene, per far capire anche a chi non conoscesse questa figura professionale dell’ambito medico, parliamo brevemente di un tipico disturbo che cura proprio l’endocrinologo: la tiroidite di Hashimoto, disturbo sempre più diffuso, purtroppo. Il disturbo si presenta come un’infiammazione cronica della ghiandola tiroide e può dare origine a diverse problematiche, alcune anche molto serie. Se però il problema viene trattato nel dovuto modo, ci si può convivere senza ulteriori aggravamenti.

Cos’è la tiroidite di Hashimoto

Come abbiamo detto, si tratta di un disturbo a carico della ghiandola tiroide. Si tratta di una patologia che ha un’origine autoimmune, dovute quindi a un’alterazione del sistema immunitario che scatena delle reazioni contro se stesso, in particolare contro organi e tessuti appartenenti al proprio corpo che però, per un problema, non riconosce come suoi. Purtroppo la tiroide è implicata in una serie di processi molto importanti per il nostro organismo, quali la glicogenesi, la degradazione dei lipidi, l’accrescimento delle cellule nei primi ani di vita, e numerosi altri. Si capisce bene che uno scompenso di questa ghiandola porta ad avere diversi disturbi.

Sintomatologia della tiroidite di Hashimoto

I sintomi di questo disturbo non sono sempre tutti uguali, al contrario, il quadro clinico può essere anche molto variegato. In genere però si può ravvisare un’ingrossamento del gozzo, si può riscontrare ipotiroidismo, o ipertiroidismo; si può anche notare un deficit nella secrezione degli ormoni della tiroide, nello specifico della triiodotironina e tetraiodotironina, pur senza alterare la ghiandola sia dal punto di vista istologico che anatomico.



tiroidite2L’unica cosa certa è che l’attacco del sistema immunitario, nel tempo, porta alla distruzione del parenchima della ghiandola, per cui a un ipotiroidismo conclamato e cronico. L’incidenza di questa patologia nelle donne è maggiore rispetto agli uomini di circa 4-5 volte: 4-15% nelle donne e 1-5% negli uomini. La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 30 e i 50 anni circa, sebbene purtroppo ormai si ravvisino diversi casi anche in giovane età. La tiroidite di Hashimoto, che prende il nome dal suo scopritore, è la prima malattia autoimmune a essere stata rilevata.

Tra i sintomi più comuni, come detto, un ipotiroidismo o un ipertiroidismo, quindi accelerazione cardiaca, aumento della pressione, aumento della temperatura corporea, raucedine, perdita di peso, debolezza muscolare, tremori e dolori muscolari, eccessiva spossatezza, respirazione difficoltosa, disturbi alla vista, problemi mestruali, disturbi del sonno, disturbi mentali quali cattivo umore, ansia, irritabilità, irrequietezza. Affaticamento, aumento ponderale, frequenza cardiaca bassa, ipercolesterolemia, ipertensione, pelle secca e squamata, sono tutti sintomi dell’ipotiroidismo.

Come si cura

Per diagnosticare la patologia occorre sottoporsi a una serie di test che vengono appunto prescritti dall’endocrinologo. Attualmente la cura più efficace è la somministrazione di ormoni tiroidei sintetici. Può tornare molto utile anche seguire una dieta specifica che tenga in considerazione le calorie assunte giornalmente. Una volta misurato il metabolismo basale si procede con la giusta dieta.

Se la tiroidite di Hashimoto no viene trattata il rischio è quello di sviluppare un gozzo consistente, con disturbi estetici rilevanti, e soprattutto complicanze per la respirazione e deglutizione, problemi cardiaci dovuti all’ipertensione, problemi psicologici tra cui sovente forme depressive. Alcuni ravvisano diversi problemi anche nella sfera sessuale con un forte calo del desiderio.




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