Come curare ustione da medusa



Le meduse sono l’incubo di tutti i vacanzieri che scelgono il mare come meta estiva. Si tratta di animali all’apparenza innocui, ma che se arrivano ad urtare la pelle dell’uomo provocano una reazione urticante micidiale.

I loro movimenti delicati e fluttuanti, pur essendo caratteristici da guardare, sono in vero la reale causa del l’ustione. Ustione che non andrebbe mai curata con rimedi fai da te.

Perché il contatto con le meduse fa male?

L’irritazione provocata dalle meduse deriva dalla presenza di un veleno all’interno dei suoi tentacoli, che a contatto con l’uomo, provoca una specie di ustione urticante.

Ci sono alcune specie che presentano un filamento nei tentacoli in grado di arrivare anche a 0,3 mm di profondità. Infatti iniettano nel sangue umano delle tossine dall’effetto citotossico che può essere molto più acuto di altre specie a filamento più corto. In questo caso si avrebbe un vero e proprio avvelenamento, la cui gravità muta a seconda della capacità della pelle di reagire a quel tipo di tossina.

Trattamenti: quali sì e quali no

Essendo ogni specie di medusa più o meno velenosa, i trattamenti da ustione cambiano a seconda dei casi specifici. Qualora ad esempio a pizzicarci fosse la medusa tipica del Mar Mediterraneo (detta Pelagia Nocticula) il consiglio è di effettuare nell’immediato un impacco freddo sul punto interessato, tenendolo in azione per almeno un quarto d’ora. La temperatura fredda aiuta a ridurre la propagazione del veleno mel sangue e lenisce il dolore.

Se invece a colpirci sono quelle gergalmente definite come Cubo Meduse, allora il trattamento sarà inverso. Occorre cioè un impacco bollente, di almeno 40 gradi, da tenere su una mezz’ora per ridurre celermente il dolore. In alternativa è possibile passare un batuffolo di ovatta impregnato di aceto sul punto leso, così da uccidere eventuali residui di cellule da medusa rimaste sulla pelle.

Alcuni luoghi comuni definiscono l’urina come un buon disinfettante per le irritazioni da medusa. Per gli esperti non c’è nulla di più sbagliato. Anzi la pipì potrebbe contribuire alla propagazione del l’eritema. Viceversa l’acqua di mare è un buon disinfettante contrariamente a quella dolce che invece contribuisce a far scaricare le cellule urticanti. Per la medesima ragione se compriamo degli stick in commercio sono da evitare quelli a base di ammoniaca mentre sono da scegliere quelli a base di cloruro di alluminio.



Se poi vogliamo eccedere in zelo possiamo anche portare con noi qualche bustina monouso (da acquistare in farmacia) che solitamente è presente nei kit di emergenza. Sarebbero quei sacchetti che agitati producono freddo o caldo per effettuare a dovere l’impacco. Dopodiché la zona lesa può essere trattata con creme a base di idrocortisone, o di lidocaina, quest’ultima con funzione di anestetico.

Qualora infine dovessero essere avvertiti dei disturbi differenti dal normale eritema e dal bruciore sul punto toccato, è di fondamentale importanza consultare un medico.

Metodi preventivi all’orticaria da medusa

Volendo è possibile anche servirsi di strumenti preventivi all’azione urticante. Da qualche anno a questa parte sono stati messi in commercio dei prodotti a base di creme repellenti. Questi sono stati appositamente ideati prendendo spunto dalle proprietà chimiche del muco prodotto dal pesce pagliaccio, in quanto ha proprietà urticanti somiglianti a quelle delle meduse e il cui muco contiene sostanze in grado di inibire le tossine.

Stando a quanto spiegano anche gli esperti, queste creme creano una barriera fisica sulla nostra pelle, idrorepellente e ad alta densità. Diciamo pure, per portare un chiaro esempio semplificatore, reagiscono come la crema solare, ovvero proteggono tutto lo strato di epidermide.

In linea di massima comunque sarebbe bene evitare proprio di fare il bagno a mare qualora ci fosse stato qualche avvistamento. Se invece proprio non possiamo resistere, quantomeno cerchiamo di perlustrare l’area a noi circostante, così da evitare spiacevoli incontri.

Per quel che concerne la gestione delle spiagge, dovrebbero essere molte le soluzioni proposte dagli stabilimenti balneari per tutelare quanto più possibile i vacanzieri. Ad esempio in Grecia, dopo il calo di prenotazioni registrato a causa delle meduse, è stato finanziato un progetto di acquisto di reti anti meduse così da tenere sotto stretto controllo le spiagge. Queste reti sono state installare nelle più importanti zone turistiche del Golfo di Corinto.

Diciamo che ad oggi nelle nostre zone queste misure precauzionali non esistono, anche perché occorre una grande somma economica per potersi munire di simili reti. Tuttavia da qualche anno nei corsi per bagnini è stato inserito un modulo atto ad istruirli al riconoscimento e conseguente distinzione tra meduse urticanti e meduse innocue. Sarebbero infatti loro a dover mettere in atto i trattamenti di primo soccorso per i bagnanti colpiti da ustione di medusa.

Infine, un ultimo accorgimento che dovrebbe essere considerato nei luoghi di vacanza è un possibile allestimento di centri di primo soccorso. Questo in particolare in punti in cui la densità di meduse è discretamente alta.